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LA NOTTE DELL'OCEANO MARE


Il mio turno è dalle 23 alle 2.

Quando sono arrivato per il cambio Feliciana era ancora in pozzetto persa a chiacchierare.

Giovanni è andato a dormire e noi siamo rimasti soli. E' la prima notte in pozzetto di Feliciana. L'ho vista ridere felice e giocare.

Una cosa grande, un regalo grande del nostro oceano.

Mi rimprovera perché non vi ho raccontato la notte dell'Oceano. Lo so che un secondo di una notte oceanica, lui solo, vale un romanzo. Un romanzo non si scrive in un secondo, magari nemmeno in una vita. Proverò a raccontare, notte dopo notte.

La barca è come una meteora che nasce da uno degli infiniti orizzonti che crea al suo passaggio. Ogni attimo è un orizzonte diverso. Si può raccontare l'infinito?

Il vento è rinforzato, 15 nodi, Luar corre a 7 nodi e vibra e sobbalza sule onde. Le cime stridono un po'. Fortunatamente abbiamo ridotto, come ogni sera, la randa.

Luar corre e l'ossigeno che crea il suo fendere il mare incendia milioni di microorganismi che qui sono verdi fluorescenti. Corre in una luce verde come il raggio alieno e lascia una lunga scia di ghiaccio. Non la posso fotografare, la posso solo raccontare, ma non sarà mai come è.

Noi navighiamo sospesi su un fuoco verde. Altrove ho visto il fuoco rosso, dipende da dove sono …

Dal pilota interno ho ridotto di 15 gradi Sud la rotta, così guadagniamo miglia, finchè il vento tiene.

Tutto freme, come il cavallo alla barra quando sa che sta per cadere e sente il tallone del fantino che preme.

Il mare è scuro, le onde non si vedono, solo le creste delle onde che ci raggiungono si manifestano.

Quando sono al timone nella burrasca ho la schiena al mare, non devo vedere, devo sentire l'onda che arriva e dare barra sull'onda per mantenere l'assetto.

E' un' esercizio duro che non consente errori.

Attorno al timoniere la notte sempre nera, il rumore del mare, il grido del vento e la poppa che sale … la prua va al vento e lui poggia veloce poi la cresta e ancora l'orza, un difficile passaggio sulla cresta e tu, che cerchi di tenere la linea, devi impedire che s'ingavoni e poi via per la prossima … così tutta la durata del turno. E se il mare è troppo duro il turno tocca al comandante per la notte tutta.

Questa notte non è così.

Questa notte ho visto il sole spegnersi e le stelle salire dal mare, ognuna dal suo, di infiniti orizzonti. La cupola si è creata dall'oceano: le stelle iniziano a costellare il firmamento poco sopra il livello dell' orizzonte.

E' come se la volta celeste fosse una cupola perfetta che si fonda su un orizzonte circolare e le stelle cominciano di là. Da quell'orizzonte.

Il vento cala un po', do tre gradi Nord al pilota … al mio amico pilota che non vi ho ancora presentato: confidenzialmente lo chiamo Gedeone, ma non l'ho mai detto a nessuno.

Mantenete il segreto!

E' l'amico fidato di ogni navigatore solitario, il suo braccio e la sua mente, senza Gedeone, che fatica sarebbe!

La notte è buia e tutte le stelle piccoline che si poggiano sul mare e poi si mescolano alle costellazioni che solo qui si vedono. Contare quell'infinità di luci è impossibile, o forse qualcuno potrebbe farlo … ma il mio sguardo si perde e il cielo è una tavolozza in nero e luce.

Sirio è sempre allo stesso posto. Quando sale sul mare nella notte pare come fosse una nave con le sue luci di via che arriva dall'orizzonte. E sale sale diventa un aereo fisso là con il suo sfavillare, ma non mi raggiunge, è sempre là. Posso perdere Venere e la Stella Polare, ma Sirio è sempre là ed è la più splendente.

Ho concesso tre gradi Nord al pilota e guadagnato mezzo nodo, va bene, ci guadagno.

Così, coricato sulla panca in pozzetto ascolto il rumore dell'acqua e del vento e provo a contare le stelle.

Tutti riposano. Loro sanno che l'uomo di guardia veglia sul veliero.

Anche Feliciana è andata a dormire. La sua cabina è a prua ed è più disturbata dall'onda rispetto alle cabine a poppa.

Luar talvolta guizza repentina da una parte e poi si riallinea. Poi procede avanti diritto senza sobbalzi come sospesa nel vuoto, per poi ripartire in un altro guizzo.

Ma noi siamo abituati.

Difficile diventa dormire quando Luar è ferma in rada o in porto nell'acqua immobile. Accade di svegliarsi spaesati e chiedersi … dove sono?

Mentre le racconto, le cose accadono, i pensieri scorrono, perché questo non è un romanzo, è un diario di bordo!

Siamo partiti da oltre un mese, ogni notte ho guardato le stelle e ognuna mi vorrebbe raccontare una storia che cerco di sentire, ma da Mindelo a qui non ho mai visto un aereo solcare il cielo.

Anche queste assenze racconta la notte dell'Oceano Mare.

Il vento cala un po' e Luar rallenta, vado fuori a controllare che non ci siano i temporali in arrivo.

Domani vi racconterò i temporali.

Ore 5,00 UTC

15,26,67N 47,53,33W, rotta 295°, 762 miglia all’arrivo

Abbiamo aperto tutta la randa ed ora andiamo a 8 nodi e più. Il mare sta alzando le onde

Ore 8,45 UTC

15,30,98N 48,15,73W, rotta 280°, 742 miglia all’arrivo

Aperta la randa.

Il Mar dei Sargassi è da queste parti, una corrente ci porta pezzi delle alghe che galleggiano lì.

Sono di colore giallo ocra con foglie piccole e cicciotte. Ci sono pallini rotondi. Potrebbe sembrare la pianta che nasce parassita in montagna sugli abeti, il vischio, molto vagamente. Il mare è costellato di larghe macchie disposte secondo la corrente, si snodano per miglia. Un prato in mare.

La giornata è soleggiata, il cielo all'orizzonte cosparso delle solite nuvole che paiono circondarci.

Le grandi onde oceaniche si sono messe in riga, come un esercito di soldatini che obbediscono allo stesso comando, spingono la poppa di Luar 040 verso la Martinica.

Ormai la velocità si è stabilizzata sopra gli 8 nodi. Voliamo inseguiti dalle onde in un fiume di luce.

Le creste delle onde sono bianche di schiuma.

Il mare luccica come miliardi di diamanti su un fondo grigio-azzurro.

Qualche sbandata ogni tanto ci ricorda che siamo in Oceano Atlantico!

Il Mare Mediterraneo è cattivo … quando il mare è alto, l'onda è ripida e scendere in quadrato è disagevole, ti sbatte ovunque, ti fa venire il mal di mare.

Qui nessuno ha mai sofferto il mal di mare. L'onda è alta e ti culla, il pagliolo si muove senza troppi scossoni e la vita di bordo è gradevole.

Ricordo con un sorriso quanti paventavano il viaggio oceanico … avrei voluto vederli nelle Bocche del Leone fra due montagne di un muro liquido e violento, Luar040 infilato nelle onde giganti che filava dritto fino a saltare fuori dal buco.

Li avrei voluti vedere i provetti marinai delle banchine mediterranee: 11 nodi di bolina e 40 nodi di Mistral in mezzo al Leone.

L'Atlantico è la grande mamma del mare. Occorre saper vivere soli negli spazi sconfinati ed essere sereni.

Può essere un' esercizio difficile.

A poppa a 15 miglia un catamarano svizzero sta puntando la Martinica, nuovamente non siamo proprio soli.

Ore 14,30 UTC

15,36,44N 48,57,55W, rotta 275°, 701 miglia all’arrivo

Si vola …

Abbraccio tutte e tutti dall'Oceano Atlantico!


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