UA-110060846-1 THALASSA
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THALASSA


Ore 4 UTC, sono le 5 all'orologio di bordo. Inizia il mio turno di guardia.

15°38,62’N 52°57,60’W, rotta 261°, 470 miglia all'arrrivo, velocità 7,0 nodi

Giovanni mi ha dato le consegne.

Notte tranquilla a motore, nessun pericolo né temporale.

Accanto a noi è passato il Thalassa. Mitico veliero di 47m x 8m x 3,9m di pescaggio! Diretto in Dominica e viaggia a 6 nodi, secondo tutti i dati di riconoscimento nell'AIS.

Per capire cosa è dovreste vedere il grande libro che racconta tutti gli antichi velieri ancora naviganti e perfettamente restaurati. Un mondo di favola, di legni intarsiati, colorati, profumati.

Divani capitonnè, vetrinette liberty, sale con mancorrenti intarsiati, chiesuole di ottone, ponti di tek, sogni con 1000 e più mq di tela a riva (o, se vi piace di più … di biancheria stesa).

Velieri incredibili, cattedrali che navigano a vela a velocità fantastiche.

I sogni dei sogni.

Navigare a motore è disagevole, la barca rolla, beccheggia, l'onda è fastidiosa.

Quando lo scafo è sotto la pressione del vento sulle vele si stabilizza, si allinea al timone, si infila nell'onda e resta in assetto. La navigazione è più gradevole.

Siamo costretti ad utilizzare il motore perché il vento è poco e il bordo a Sud ci farebbe perdere un'altra notte di navigazione che non abbiamo più.

Andiamo verso la meta sperando che le previsioni siano azzeccate e domani Eolo ci doni il vento per l'ultimo bordo.

E se non ce lo dà?

Si vedrà!

Ieri sera abbiamo cenato con aguglia appena pescata e patate al microonde.

Ottima cena.

Ci siamo rilassati, vino e rhum per andare a dormire in pace.

Per fortuna … perché eravamo tutti sconvolti e tesissimi per il problema avuto al pilota automatico nel pomeriggio.

Come sapete il pilota ha perso la bussola mentre eravamo in manovra.

Avevamo deciso di cambiare bordo e questo comporta sempre del lavoro. Vele, ritenute, poi vi racconterò.

Fatto sta che mettevamo la barca in rotta e, mentre lavoravamo all'assetto delle vele, lei partiva a dritta e strapuggiava, dopo un po' non sapevamo più che fare … il vento in quel momento ha dato una serie di accelerazioni e frenate in pochi minuti, la barca era ingovernabile.

Una, due, tre volte … ho preso il timone in mano ed ho cercato di capire.

L'impressione era che il vento cambiasse repentinamente di posizione.

Eravamo disorientati. Ho dato l'ordine di ritirare il genoa, cazzare la randa al centro per togliere la portanza, ho preso la rotta con il motore e ho inserito il pilota.

Lì, osservando la bussola magnetica, che per fortuna è sempre davanti al timoniere, ho visto che il pilota andava alla deriva rapidamente e ci portava sull'altro bordo.

Parte del mistero era chiarito.

Il pilota aveva smesso di funzionare proprio in quel momento.

Successivamente ho lavorato sulla centralina di comando, l’ho resettata, settata … e il pilota è ripartito!

Qui a bordo lo skipper deve essere una specie di tuttologo che se la cava sempre … tranne poi che, se per caso ne azzecca qualcuna, e la racconta (non per vanto, ma per testimonianza) si becca il nomignolo di Sandokan.

Invece se non l’azzecca si becca il titolo di pirla … c'est la vie!

Come e perché tutto ciò sia accaduto, è avvolto nel mistero fitto dell'elettronica.

Questa mattina Feliciana era sveglia quando mi hanno chiamato per il turno.

La Feli è una espertissima di barche, come sapete, e ne ha detta una più strana riguardo al fatto accaduto.

Ieri, mentre eravamo nel panico, guardavo preoccupato l'immenso cargo che a 18 nodi arrivava a poppa.

Ci è passato a meno di un miglio.

Non ricordo il nome.

Comunque è passato e se ne è andato.

Successivamente, guardando i tracciati rotta sul pc, ho visto che la nostra rotta era una rotta da ubriachi, lui ha rispettato la nostra precedenza, ha descritto un ampio raggio di virata, ed è passato.

Mi sono detto che il comandante del cargo avrà pensato che su Luar 040 ci fosse un branco di idioti ubriachi … Feliciana, però, mi ha fatto notare che il pilota è impazzito quando il cargo era a pochissime miglia dietro di noi, poi ha ricominciato a funzionare quando lui era lontano all'orizzonte.

Si chiede: cosa trasportava il cargo su questa rotta?

Sarà stato il cargo a fare impazzire la bussola?

Anche questa spiegazione potrebbe essere pertinente, ma resterà il cargo del mistero!

Un altro mistero di questo grande Oceano!

Tutta la notte il pilota ha lavorato, preciso come sempre. L'equipaggio dorme, domani avremo di che discutere.

Il cielo è sempre ammantato delle solite stelle, qualche volta credo di vederne una nuova, poi mi ricordo di averla già vista.

Di giorno guardo il mare, di notte le stelle.

Mancano 464 miglia alla Martinica.

Dietro noi quante miglia esattamente non lo so.

Guardo sempre avanti, quello è il mare che mi resta, l'altro se ne è andato.

Per fortuna arrivo e riparto, così davanti a me ci sarà sempre mare.

Almeno spero!

Al sorgere del sole inizierò la pesca e filmerò l'alba per tutti.

Sto studiando i portolani ed il libro di navigazione di Cornel per preparare le rotte future.

Faccio il mio mestiere. A bordo per me c'è sempre qualcosa da fare, non riesco mai a fermarmi … strana cosa.

All'alba l'onda è alta tre metri, spinge la poppa.

Quando sono sulla sommità guardo l'orizzonte dall'alto, quando sono nel cavo l'Oceano mi sovrasta.

Roberto ha scaricato il bollettino.

Questa sera il vento dovrebbe ruotare a nord Est e darci la possibilità di andare in rotta a meta.

Speriamo.

Il primo pesce della mattina si è slamato, il secondo pesce ha strappato quasi senza che me ne accorgessi, il terzo pesce è un dorado bello grosso ed è finito in frigorifero!

Un sushi spettacolare, deliziosissimo!

E questa sera bistecca di dorado con verza … non è la verdura più adatta, ma di fresco resta solo lei.

Berremo pignoletto Garuti perchè la Feli ne ha caricate tante bottiglie da affondare la barca!

Comunque, fresco con il dorado è buonissimo!

La canna oggi ha pescato, ma eravamo a motore, abbiamo potuto fermare la barca e occuparci della pesca.

Comunque due pasti sono assicurati per tutti e 5, inoltre ci avviciniamo alla costa, il pesce aumenta.

Il dorado è un pesce dal sapore delicato, dai colori gialli, blu, argento, splendenti e fluorescenti, in Mediterraneo si chiama lampuga, in Oceano diventano piuttosto grandicelli! Combatte alla grande è potente, veloce e fa dei gran salti!

Abbiamo sentito i VHF della Martinica, vicino a noi transita la costa pacifica e sentiamo pure lei. La forza della radio. Non capisco però come mai, visto che siamo a 400 miglia dalla terra più vicina!

Ore 14,00 UTC 15°23,13’N 54°07,32’W, rotta 261°, 399 miglia all’arrivo, velocità 7,0 nodi

Ogni giorno Francesco, il mio grande amico Francesco, aspetta il diario e pubblica.

Francesco è la mia seconda anima.

Voi leggete perché Francesco lavora con me.

Io comunque sono contento che qualcuno mi legga e ringrazio!


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