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GRENADA


Dopo la lunga navigazione abbiamo finalmente riposato.

Più che riposato ci siamo persi nel nulla, incapaci di fare qualunque cosa.

La stanchezza non se ne vuole andare.

Siamo allo Yacht Marina di Grenada, cime in banchina.

Non avevamo voglia di rollare in rada che qui è parecchio aperta e si balla …

… non avevamo voglia di andare a terra con il tender …

avevamo voglia solo di un wifi e di terra!

Prima di raccontare Grenada vi racconto di come è piccolo il mondo!

Quando stavamo cercando la barca abbiamo individuato un Garcia 54’ che era in Martinica.

Era interessante, ma bisognava vederlo. Abbiamo allora chiamato l’amico Peppino per chiedere se sapeva di qualcuno in Martinica e grazie a lui siamo arrivati ad una persona, gli abbiamo parlato, ha visitato per noi la barca, ha mandato delle foto, insomma, problema risolto.

L’altro giorno abbiamo conosciuto una coppia di italiani che vivono nei Caraibi a bordo di una barca.

Conoscenza felice, persone simpaticissime, ci hanno presentato una coppia di loro amici che vivono ai Caraibi 6 mesi l'anno, poi rientrano a casa nell'estate europea..

Pranzo tutti insieme a bordo di Luar 040 per festeggiare la conoscenza.

Incredibilmente abbiamo scoperto che erano stati proprio loro a vedere la barca in Martinica per noi!

Il mondo è piccolo davvero!

E ora vi voglio raccontare cos'è vivere in mare.

Da giorni cercavo disperato in cantieri e negozi un pezzo del verricello dell’ancora, uno stupido pezzetto che impedisce alla catena di uscire di sede; si è rotto quando abbiamo salpato il masso a Blue Lagoon. Mi chiedevano un sacco di soldi e 10 giorni per la consegna (forse).

Poi ho chiamato il cantiere in Italia e mi stavo mettendo d'accordo per una spedizione a Cartagena fermo deposito corriere.

A San Blas il verricello funzionante bene è indispensabile.

Gli Italiani chiamano sul canale VHF 71, tutti hanno sempre la radio accesa.

Ad un certo punto la radio mi chiama …

“Ciao sono Alfonso, sto venendo a terra, forse ho il pezzo che cerchi!”

Urlo di gioia a bordo, aspettiamo trepidi!

Fausto arriva, il pezzo è lui, funziona!!!!

Bene … aveva cambiato il verricello e come sempre facciamo il pezzo vecchio rimane a bordo … non si sa mai che qualcosa un giorno possa servire.

Ed ecco che è servito!

Ogni considerazione la lascio al lettore.

La solidarietà in mare è questa.

Un giorno anche a lui potrebbe servire, ma ora serviva a me e me lo ha regalato!

Pagato (?) con cena a bordo e carbonara con pancetta (di Fausto il nostro amico di Carpi che fa i salami in casa …), lambrusco Rosà della Cantina Garuti e, meraviglia … marron glacè e bottiglia di Lambrusco in omaggio!

Cena condita di molte allegre conversazioni.

Oggi abbiamo noleggiato una vettura in 6 e siamo andati a fare il giro dell’isola.

Bellissima esperienza!

Grenada è un’isola dal passato travagliato, come del resto tutte le isole caraibiche.

Quando i Francesi qualche secolo fa hanno avuto la meglio sui nativi, questi si sono suicidati in massa buttandosi da una rupe. Era arrivata la Civiltà Cristiana che in nome di Dio sterminava i popoli.

Grenada è l’isola delle spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata e mille altre dai colori spettacolari), del cacao, della canna da zucchero … un’isola rigogliosissima che riceve continuamente acqua dal cielo.

Territorio vulcanico fertilissimo, è coperta da una fittissima e indomabile foresta pluviale.

Ha un’unica strada che percorre il perimetro dell’isola e due traverse interne che la attraversano passando nella foresta.

Ha due laghi, poco più che grandi pozze, con più pesci che acqua, dichiarati parco e veneratissimi.

Un paio di cascate molto frequentate dai turisti con simpatici negozietti dove compri ciò che compreresti al mercato della capitale, ma al triplo del prezzo! Del resto è la loro risorsa.

Lì hanno piantato tutte le piante ornamentali tipiche ed è un vero spettacolo, poi la pianta della noce moscata, mango, banane, cacao, l'albero del pane immenso. Molto bello!

Il giro dell'isola mi ha permesso di capire alcune cose dei Caraibi.

Qui la popolazione non è povera, vivono tutti di turismo e il turismo è un’attività economica redditizia.

Fanno le cose a modo loro, ma noi abbiamo preferito la frutta dei mercatini a quella di importazione (mele pere, uva a peso d'oro). Mangiamo papaia, manghi, banane spettacolari.

Le case alternano già parecchie case in cemento eseguite in modo discreto alle case tradizionali in legno colorate. Certo le difficoltà di trasporto sono molte, ma nelle isole, tipo Martinica o Grenada dove c'è un vero porto mercantile, si trova quasi tutto ciò che occorre e molti cantieri e negozi per la nautica ben forniti. Il problema è fare arrivare i materiali di costruzione, che sono di importazione, ma ormai sono ben organizzati.

La gente è molto gentile, persone sempre sorridenti, sempre pronti ad aiutarti, mai invadenti, non cercano di vendere a tutti i costi. Neanche nei mercatini vicini al porto dove sbarcano migliaia di turisti dalle barche da crociera.

Ci sono ovunque più suv luccicosi e fiammanti che case …

Quanto costa un suv? Non è roba per poveri!

I trasporti a Grenada sono molto più efficaci dei trasporti a Torino.

Un nugolo di furgoni a 15 posti, puliti, lucidi, ferma alle fermate, ferma per la strada, portano ovunque e passano ogni tre minuti! Sono tutti privati che gestiscono questi quasi taxi secondo linee urbane! Comodissimo. Poi se ti vedono bianco e fai loro un cenno si fermano, ti caricano ovunque e ti portano ovunque. Fossi un politico italiano proverei a farci una riflessione!

Qui i deficit dei trasporti pubblici non esistono, e tutto è efficace. Certo a Milano potremmo aumentare il numero dei posti sui bus … Ma alla fine il risultato sarebbe?

I bambini vanno a scuola in divisa, puliti all'inverosimile, con camicie così bianche che nemmeno col più potente detersivo ce la faremmo! Pantaloni o gonne blu o verdone, cravatte e cellulare. Uno spettacolo di civiltà.

Nel giro in taxi dell'isola con i nostri amici abbiamo pranzato in un bellissimo resort, Petite Anse, che ha una spiaggia rivolta a nord. Oceano quasi aperto. Proprietaria una simpatica europea che ci ha assalito in quanto Italiani, abbracciati e riempiti di cartoline pubblicitarie!

Dovunque andiamo troviamo abbracci e sorrisi, se abbiamo bisogno di qualcosa tutti si fanno in trentatre per aiutarci.

Una cosa buffa è che il taxista considerava cose da vedere il lago, la foresta, la vecchia fabbrica del cioccolato e le ville dei politici!

Vi immaginate la gita turistica dei tedeschi in pullman a Milano che porta ad Arcore gli americani? In più lui trovava simpatici i politici.

Cosa mai accade nel Caribe?

Il taxista si fermava per la strada, raccoglieva le erbe ed i frutti, ci spiegava come si mangiano. Raccontava ad ogni curva un pezzo della sua terra.

Non abbiamo visitato tutti i Caraibi, solo la parte sud da Martinica a Grenada. Mi dicono che questi sono i luoghi più veri, meno inquinati dall'americanismo. Anche qui ci sono isole private dove il jet set ha le ville, dove costa 80€ la boa, ma noi non ci siamo andati.

Ciò che ho visto e che qui tutti sono allegri e sorridono, tutti sono puliti e a modo loro (piano piano …) operosi. I supermercati sono poco invasivi, anche se purtroppo ci sono. La fabbrica del cioccolato ha un punto vendita in centro nella capitale, molto particolare ...

con i cioccolatini modello "Odilla chocolat" e … per chi non conoscesse Odilla, vada in inernet lo trovi a Torino e si faccia spedire qualche cioccolatino. Un vero peccato di gola! (citatemi e vi farà lo sconto).

Qui non esiste la fretta, non esiste l'ansia da prestazioni, quando piove si bagnano e ridono. Gli ombrelli non fanno parte del quotidiano.

Ognuno ha il suo modo di vivere, dipende da cosa si cerca nella vita, conosco chi non potrebbe vivere fuori del centro di Milano e chi non potrebbe vivere se non in mezzo al mare o in un rifugio alpino.


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