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DA PUERTO ESCOCES A ISLA DE PINOS


Ci svegliamo a Puerto Escoces.

Andiamo a spasso nelle mangrovie con il gommone, a remi.

Siamo andati a cercare gli animali e li abbiamo trovati!

Mentre percorrevamo uno stretto cunicolo ci siamo trovati sulla testa, appeso a un ramo, un grosso serpente verde giallo e rosso!

Che spavento!

Abbiamo remato indietro alla velocità di un fulmine e abbiamo capito che sotto le mangrovie non dobbiamo passare.

L'acqua è cristallina, ma il fondo è nero, non si vede nulla.

Fa impressione … ma fa parte dello splendido panorama!

Qui è la natura che domina, quella che i Kuna hanno come sacra.

I fiumi Kuna sono tra i più puliti del pianeta, incontaminati; sono ricchi di oro facilmente estraibile, ma loro dicono che quando lo hanno estratto, subito dopo, sono arrivati i cercatori. Hanno dovuto cacciarli e a loro non piace.

Quindi l'oro sta dov’è, nei fiumi sacri.

E non pensiate che i Kuna siano selvaggi. Non lo sono. Capirete perché.

https://www.facebook.com/lamediadigital/videos/1141286412573904/

Finalmente Luar 040 comincia a fare il suo vero lavoro.

Accompagnarci nei luoghi più sperduti proteggendoci e dandoci tutte le comodità di ogni giorno!

Qui siamo davvero nella pace della foresta vergine, siamo davvero nella natura totale.

Essere qui dà i brividi!

La notte è popolata solo da un assoluto silenzio e da un cielo senza nessun inquinamento luminoso.

Nei villaggi Kuna gli stranieri non possono circolare dal tramonto in poi. Anche se i villaggi hanno i pannelli solari ed hanno energia elettrica, anche se le strade sono leggermente illuminate, la sera il villaggio è della sua gente: altra loro saggia regola. Si evitano problemi e furti, anche perché nel villaggio Kuna non esistono le porte!

Fuori dalla rada il mare frange sul reef con una violenza spaventosa.

Ma quei ragazzi della lancia, per arrivare dal villaggio alla fattoria hanno cavalcato quelle onde altissime! Con un 5 hp Yamaha!

Noi, che sul gommone abbiamo un motore Yamaha da 10 hp e abbiamo Luar 040 che pesa 20 tonnellate ed è nata per affrontare le burrasche più dure nei mari freddi, ci siamo lamentati di 4 m di onda!

Lì ho capito che i veri marinai sono i Kuna.

Dopo la passeggiata nelle mangrovie togliamo l'ancora e partiamo.

Il meteo nessuno lo guarda. Sappiamo già che in questa stagione l'Aliseo dà il meglio di sé e spinge l'Oceano con tutta la sua potenza sulla costa della Colombia e di Panama, noi siamo nell'occhio del ciclone.

I ragazzi Kuna mi avevano chiesto se saremmo partiti per Isla de Pinos, come se fosse un luogo speciale! Ebbene sì, ma cerchiamo di evitare 15 miglia di ballata tra le onde.

Scegliamo una rotta tra la terra e le isole, con qualche reef e qualche passaggio in mare aperto. Scelta più che felice! Dopo qualche miglio in mare aperto, entriamo nel mare interno: un luogo con una natura da sogno dove vediamo comparire i primi grandi villaggi dei Kuna e decine di canoe in pesca, canoe da trasporto, canoe piccolissime con i bimbi!

Le canoe sono tutte scavate nei tronchi di albero con la perizia di uno scultore.

Navigano veloci spinte da pagaie con pale smisurate ricavate da un solo pezzo di albero. Hanno anche imbarcazioni che fanno da trasporto delle merci e traghetti per le persone.

Tutto vive sul mare. La mia vita.

La macchina foto con il teleobiettivo fruga dentro i villaggi, con il cannocchiale cerco di capire cosa si vede. Alcune costruzioni in muratura, la maggior parte in legno con i tetti tradizionali in foglie di palma.

Due, tre, quattro grandi villaggi ed una gran voglia di fermarci!

Ovunque, accanto alle case, pannelli solari e antenne paraboliche! Strani uomini primitivi …

La voglia di fermarci è tanta, ma i ragazzi Francesi volevano l'Isla de Pinos.

Ci arriviamo dopo un passaggio acrobatico nei reef che ci porta su una lingua di sabbia con i cocheros e un mare come una vasca da bagno!

Sulla punta di sabbia un ristorante ci dà il benvenuto!

"Abierto todos los dias 6 A.M. - 6 P.M." … poi il sole che è arrivato se ne va, e tutti tornano alle loro case!

Non abbiamo più visto altre barche dalla frontiera con la Colombia, solo due barche a Tintipan, e un catamarano dei noleggi qui.

In qualche centinaio di miglia abbiamo visto 3 vele.

Ci siamo, è questo il posto che sognavo!

Una spiaggia incantata.

Arriva la piroga del padrone di casa, ricevuta alla mano incassa 10 dollari perché abbiamo buttato l'ancora.

Poi si informa se ceniamo al ristorante: pesce, polpo, conchiglie con riso e verdure.

Costo 7 dollari a testa più 2 dollari per la birra.

Claro che si!

Poi vuol sapere se andremo in visita al villaggio.

Alla mañana claro che si!

Tutti in spiaggia a giocare con i bambini, Feliciana in prima linea con i bimbi.

Il più piccolo, Laszlo, ha i capelli ricci e biondi e sua madre dice che Feliciana avrebbe potuto essere la grand mère del piccolo …

A me invece, che commentavo estasiato un'acrobazia per salire a bordo dal gommone, hanno detto che non lo posso più fare perché sono troppo vecchio!

Giovani impudenti, ma ci rallegrano le giornate!

Cena ottima al lume di poche lampadine da 12 volt, ma televisione a palla!

La notte, una barca da trasporto passeggeri e merci è rimasta alla fonda davanti al ristorante.

Non si capisce perché.

Dal catamarano enorme sono scesi alcuni scontrosi ameriKani, che hanno guardato il ristorante e poi sono tornati a bordo del loro "cassonetto" pieno di moto da enduro in coperta.

Brutta gente.

Siamo andati a nanna alle 21, come al solito nel silenzio sotto le stelle.


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