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NAGUARGANDUP CAYS: ISOLA DI CANBOMBIA (MORBEDUP)


09 28.4820 N 78 42.7740 W

Il bimbo Kuna non ci ha dato il tempo di finire la manovra. E’ arrivato con la canoa a chiederci di caricare un cellulare. Tornerà alle 3 a riprenderselo. Tutto qua.

L’isola è piccola.

Alla fine dell’isola inizia la barriera.

La spiaggia riparata è una lunga lingua di sabbia che scende nel mare popolato di stelle multicolori.

È abitata da due famiglie, il bambino non lo conosco. Una famiglia fa “ristorante” e qui abbiamo mangiato granchi fantastici e ancora, io canbombia cruda, Feliciana aragoste.

Non hanno da bere perché non hanno il frigorifero.

Costo 12 dollari.

Il cuoco è Hernande, ha lavorato in un ristorante a Panama dove nei fine settimana lavorava di notte.

È tornato alla sua isola perché sta meglio qui con la famiglia.

Suo fratello vive tra Panama e l’Oriente. Fa l’architetto.

Hernande mi ha chiesto se era possibile costruire una casa a forma di canbombia (la grande conchiglia che fornisce cibo ai Kuna).

Hernande è un Kuna! Con lui la moglie e due figli, uno molto piccolo.

L’altra famiglia è numerosa, i ragazzi fanno i pescatori. Hanno una grande piroga a motore ed una piccola piroga. In acqua hanno le reti con granchi, aragoste e canbombie, vivi. Le donne cuciono e vendono le molas che con i loro colori sventolano e sono visibili da lontano. Sono molto belle. Ogni famiglia ha le sue case.

Vicino all’isola un piccolo isolotto, Akuadup, circondato dai coralli più spettacolari che io abbia mai visto. L’isola è deserta, coperta da un cespuglio di palme, con una lunga lingua di sabbia bianca che si protende sul mare.

Galleggia sul reef.

Raccontare non è vedere, essere su quella lingua di terra, osservare a poche miglia le montagne della foresta umida, contare le isole che circondano l’isolotto. Qualcuno dice tutte uguali.

Io dico forse.

Sulle isole si ascolta il silenzio, si vive la pace di un luogo lontano dalla civiltà. Forse – lo dico io – deve piacere, diversamente tutte le isole sono uguali.

La notte l’aliseo si è completamente fermato, ogni tanto piove. La barca ruota attorno alla catena non più sospinta dal vento, segue la marea, come in Mediterraneo. Un catamarano ci è quasi venuto contro. Anche lui non si aspettava di perdere la posizione al vento. Poco male.

La brezza è lievissima ma rinfrescante.

Il mare come un olio.

A sera nel buio nero si è avvicinato un tender. Fa sempre un po’ pensare vedere una barca che accosta nel buio! I francesi in rada accanto a noi erano rimasti senza aglio per cucinare i totani pescati sul reef! Fatto gravissimo! Li abbiamo riforniti di aglio, una testa di aglio 100 dollari. Pagati con cambiale! Vivono qui da due anni, stanno partendo per Cuba e poi casa. Fine del viaggio! Hanno detto che San Blas è magnifico.


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